Fecondazione in vitro Roma presso Villa Mafalda

Presso il Centro di Medicina della Riproduzione di Villa Mafalda, a Roma, il Prof. Ermanno Greco segue percorsi personalizzati di fecondazione in vitro/FIVET per coppie con problemi di infertilità femminile, maschile o di coppia

La fecondazione in vitro, conosciuta anche come FIVET, è una tecnica di procreazione medicalmente assistita nella quale l’incontro tra ovociti e spermatozoi avviene in laboratorio. Dopo la fecondazione, l’embrione ottenuto viene trasferito nell’utero della paziente.

FIVET sta per Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer e rappresenta la prima tecnica di fecondazione artificiale utilizzata. La FIVET è consigliata per le coppie con problemi di fertilità appurati: per la donna soprattutto in caso di patologie tubariche (ostruzione delle tube di Falloppio) mentre nel caso dell’uomo quando si riscontrano problematiche lievi nel liquido seminale. Questa tecnica può essere utilizzata soprattutto in pazienti che abbiano già concepito naturalmente, perché si è più certi della capacità degli spermatozoi di penetrare spontaneamente all’interno della cellula uovo. Per entrare più nel dettaglio delle differenze tra Fecondazione in Vitro, ICSI e IUI illustriamo il funzionamento di questa prima tecnica. Con la FIVET o la fecondazione in vitro, il concepimento avviene esternamente al corpo della donna: gli spermatozoi penetrano spontaneamente all’interno dell’ovocita, ma il tutto avviene all’interno di una provetta. Una volta formato, l’embrione viene inserito nell’utero con la speranza che attecchisca. 

 

Come Funziona la Procedura FIVET: Le Fasi del Trattamento

Fecondazione in Vitro

La procedura di Fecondazione in Vitro si articola in diverse fasi, ciascuna monitorata attentamente per massimizzare le probabilità di successo.

La  Fecondazione in Vitro in questa prima fase, alla paziente viene chiesto o di assumere una pillola (o progesterone o estro progestinici) per un determinato periodo di tempo con lo scopo di sincronizzare la crescita ovocitaria (PROTOCOLLO CORTO) e sopprimere la funzione ovulatoria spontanea nella fase tardiva luteale (circa il 21 giorno del ciclo) mediante una unica somministrazione o mediante ripetute somministrazioni sottocutanee (PROTOCOLLO LUNGO).

La stimolazione follicolare avviene sempre dal 2/3 giorno del ciclo con dei farmaci sottocutanei e la loro crescita monitorata tramite ecografie transvaginali e prelievi di sangue per circa 10/12 giorni.

Una volta maturi, i follicoli vengono aspirati tramite un apposito ago collocato sulla sonda transvaginale (fase di pick-up): la procedura è breve e non comporta tagli né punti. La paziente deve poi rimanere in osservazione per 2-5 ore circa. Lo stesso giorno del prelevo ovocitario al partner maschile verrà chiesto di raccogliere il liquido seminale. Nelle ore successive gli ovociti verranno messi a contatto, in provetta, con gli spermatozoi opportunamente selezionati in base alle caratteristiche del liquido. L’ambiente e le tecniche con cui avviene la fecondazione dell’uovo e la conseguente formazione dell’embrione, costituiscono due degli elementi discriminanti e che fanno emergere le differenze tra FIVET, ICSI e IUI.

Una volta valutato lo sviluppo degli embrioni, la paziente entra nella fase di transfer che viene effettuato tramite procedura indolore. Il ginecologo utilizzerà un catetere sottile per depositare gli embrioni nella parte più alta dell’utero generalmente in maniera ecoguidata. I pre-embrioni che non vengono trasferiti, sono crioconservati e depositati nella banca criogenica per essere utilizzati successivamente, nei casi in cui il primo tentativo dovesse fallire o per un ulteriore gravidanza.

Nei giorni successivi, la paziente dovrà seguire una terapia di supporto a base di ovuli o crema vaginale a base di progesterone fino al giorno del test di gravidanza, che viene generalmente effettuato 12/14 giorni dopo la fase di pick-up.
Il percorso di fecondazione in vitro viene svolto presso il Centro di Medicina e Biologia della Riproduzione della Casa di Cura Villa Mafalda, in via Monte delle Gioie 5 a Roma. Il Centro è diretto dal Prof. Ermanno Greco, specialista in medicina della riproduzione con oltre trent’anni di esperienza clinica e scientifica.

Ogni percorso viene definito sulla base dell’età della paziente, della riserva ovarica, delle caratteristiche del liquido seminale e della storia clinica della coppia. Dopo una prima visita vengono valutati gli esami disponibili e, quando necessario, prescritti ulteriori approfondimenti.
Il trattamento comprende il monitoraggio della stimolazione ovarica, il prelievo degli ovociti, la fertilizzazione in laboratorio e il trasferimento dell’embrione. La presenza nella stessa struttura dell’équipe clinica e del laboratorio di embriologia consente di seguire tutte le fasi del percorso.

Prof. Ermanno Greco Contatti

Guarda il video Guarda il video esplicativo del Prof. Ermanno Greco sulla Fecondazione in Vitro per capire ogni fase del trattamento.

 

Domande frequenti sulla fecondazione in vitro a Roma

Il percorso vero e proprio di stimolazione ormonale e prelievo ovocitario dura circa 12/14 giorni se si fa una singola stimolazione; il doppio se si fa un protocollo di doppia stimolazione (DUOSTIM) riservato alle pazienti che hanno una bassa riserva ovarica. Il trasferimento embrionario può essere effettuato a fresco con embrioni al terzo giorno di sviluppo o al quinto giorno con sviluppo.

Pertanto un percorso FIVET con trasferimento a fresco dura al massimo 20 giorni. Se invece gli embrioni vengono congelati passerà un ulteriore mese per trasferirli. A tutto questo va aggiunto il periodo necessario per svolgere le analisi preliminare che se comprendono anche le analisi genetiche richiedono ulteriori 45/60 giorni.

Assolutamente no. La stimolazione si effettua con microiniezioni sulla pancia con ago ultrasottile e spesso anche con autoiniettori. Il prelievo ovocitario si fa in sedazione.

Sono entrambe tecniche di fecondazione in vitro extracorporea. Nella FIVET gli spermatozoi entrano spontaneamente all’interno dell’ovocita mentre invece con la ICSI lo spermatozoo viene selezionato dal biologo e microiniettato direttamente all’interno dell’ovocita.

La fecondazione in vitro è la tecnica di elezione quando esiste un’occlusione tubarica nella donna. La metodica ICSI soprattutto quando si ha una infertilità maschile grave o quando la riserva ovarica è molto ridotta. Sicuramente la fecondazione in vitro è quella tecnica che permette di sapere lo stato di salute dell’embrione prima di trasferirlo all’interno dell’utero (diagnosi genetica preimpianto) e pertanto è indicata quando la coppia è portatrice di malattie genetiche o quando l’età materna è avanzata (>36 anni) in cui il rischio di anomalie cromosomiche ovocitarie.

Vengono solitamente fatti diversi tipi di esami. In primis gli esami per valutare la riserva ovarica e quindi una eventuale risposta alla stimolazione ormonale. Poi vengono effettuati tutti gli esami genetici, tutti gli esami che possono farci capire se nella donna esistono condizioni che possono impedire l’impianto degli embrioni e favorire l’aborto. Nell'uomo l’esame del liquido seminale ed un particolare test qualitativo degli spermatozoi detto test di frammentazione molto importante perché condiziona lo sviluppo in vitro degli embrioni a blastocisti

Le probabilità di successo dipendono dall’età della donna e dalla tecnica utilizzata per selezionare gli embrioni da trasferire all’interno dell’utero. Con le metodiche tradizionali di selezione morfologica degli embrioni, anche in una donna giovane le percentuali di successo non superano il 30%. Se invece la metodica di selezione degli embrioni è su base genetica (diagnosi genetica preimpianto) queste percentuali raddoppiano se si trasferisce un embrione euploide ossia sano cromosomicamente.

Sicuramente si sia omologa ossia con i propri ovociti che eterologa ossia con ovociti donati.

Il trattamento viene svolto presso la Casa di Cura Villa Mafalda dove è presente il laboratorio del Prof. Greco.

La tecnica ICSI è quella più indicata per l’infertilità maschile anche in casi azoospermia perché nel 50% almeno di questi pazienti gli spermatozoi possono essere recuperati dal testicolo ed poi utilizzati con successo.

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