Il professor Ermanno Greco sulle nuove frontiere della scienza «Grazie ai test si possono pianificare strategie di prevenzione»
INTERVISTA DEL PROF. GRECO SU “IL GIORNO” di Giulia Prosperetti
“La selezione artificiale” preconizzata da Charles Darwin quasi 200 anni fa oggi nei nostri centri di ricerca italiani è già realtà.
Grazie alla conoscenza avanzata delle tecniche genetiche studiate dai nostri medici e l’impiego dell’Intelligenza artificiale (AI) la scienza diventa etica, consapevole e in grado di salvare non solo il paziente ma tutta la sua genia futura. Si ottiene, così, un triplo risultato: salvare il paziente da malattie mortali come i tumori, non permettere che nemmeno i figli del paziente si ammalino e rendere la specie umana più resistente. Il professor Ermanno Greco, Presidente della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.) e tra i massimi esperti internazionali di Medicina della Riproduzione, con oltre 30 anni di esperienza nella ricerca, nella pratica clinica e nell’insegnamento accademico (presso la Casa di Cura Villa Mafalda di Roma, dove dirige il Centro di Medicina della Riproduzione, trattamenti avanzati e personalizzati di Procreazione medicalmente assistita), ci parla di medicina genetica per la campagna di prevenzione dei tumori al seno e all’ovaio. Oggi è possibile prevenire i tumori al seno e all’ovaio, in che modo?
«I tumori al seno e all’ovaio sono una delle sfide sanitarie non solo per la salute delle donne ma per le generazioni future dei nostri figli, soprattutto per la loro componente ereditaria. Sappiamo che questi tumori possono essere trasmessi geneticamente, per questo oggi con la medicina genetica basta un test per prevenirli».
Come si chiama il test?
«Screening genetico per BRCA1 e BRCA2, che assume un ruolo cruciale, non solo per identificare le donne a rischio, ma anche per offrire opportunità di prevenzione, cura e scelte riproduttive consapevoli».
Perché questi test genetici hanno rilevanza anche per chi non riesce ad avere figli?
«Lo screening genetico è decisivo nella fecondazione assistita e offre validi strumenti alle donne portatrici di mutazioni BRCA. Una delle opzioni più importanti è la diagnosi genetica preimpianto (DGP), che consente di identificare e selezionare embrioni privi della mutazione genetica».
Se l’esito del test genetico è positivo come si interviene?
«Grazie a questi test è possibile pianificare strategie di prevenzione mirate, come adesempio la chirurgia profilattica, la mastectomia preventiva o l’ovariectomia, oppure l’adozione diprotocolli di sorveglianza intensiva. Questi interventi riducono la possibilità di sviluppare tumoriereditari, migliorando così la qualità della vita delle donne portatrici di mutazioni genetiche».
Oggi con la medicina genetica si interviene nel Dna della cellula per eliminare malattie mortali, manel caso della riproduzione come si interviene?
«Si interviene selezionando gli embrioni sani e che possono avere un profilo genetico inlinea con quella che sarà la salute della persona nel corso degli anni. Questa tecnologia permette non solo di prevenire la trasmissione della mutazione ai figli, ma anche di dare vita a una genitorialità più serena e responsabile, riducendo l’impatto dei tumori ereditari sulle future generazioni».
In che modo l’impiego dell’AI diventa uno strumento fondamentale?
«Oggi si posseggono sofisticati sistemi in grado di valutare qual è l’embrione migliore da trasferire all’interno dell’utero. L’AI interviene anche nella diagnostica del liquido seminale, permettendo un migliore inquadramento dell’infertilità maschile».
In Italia secondo l’Istat (dati 2024) siamo al mimino storico delle nascite, con la fecondità mai così bassa di 1,18 figli per donna. Questo dato conferma il declino demografico nel paese, con un calo del2,6% rispetto all’anno precedente. È un problema di infertilità?
«L’inverno demografico è un problema ampio, che accoglie numerose variabili. L’infertilità è una di queste, per cui credo occorrano politiche sanitarie più efficaci e un accesso maggiore alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Una coppia su sei è infertile, in Italia siamo al15%, in Europa al 16,5%».
Dal primo gennaio 2024 sono entrati vigore i nuovi LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, che sanciscono l’ingresso della PMA nel SSN. Oggi avere un figlio sarà anche meno costoso. Tutte le coppie potranno accedere a trattamenti di fecondazione assistita omologa dietro il pagamento di un ticket, indipendentemente dalla Regione di residenza. È stato fatto un passo importante che ha riconosciuto l’infertilità come una patologia curabile. Anche gli screening genetici sono inclusi?
«Sì – conclude il professor Greco –, sono previsti diversi test genetici e diagnostici, come ad esempio lo screening neonatale esteso e quello oncologico. Un aggiornamento di grande rilievo e importanza».

